img-hackaton

BNP Paribas International Hackathon: tra i finalisti anche un componente di Majeeko

Per chi fa startup la sfida è un pericolo che si è disposti a correre. Determinazione e gioco di squadra sono elementi fondamentali e propri di chi ha ben chiaro lo scopo da raggiungere e l’importanza dell’impegno collettivo.

Nel weekend tra il 18 e 19 giugno si è svolta la seconda edizione di BNP Paribas International Hackathon presso i nuovissimi uffici di LUISS ENLABS in via Marsala 29/h. Per chi se lo stesse chiedendo, il termine “Hackathon” è il risultato della fusione di due termini hacker e marathon e altro non è che una “maratona del progresso” a cui partecipano esperti informatici, ingegneri, sviluppatori, designer e liberi professionisti che, per un determinato lasso di tempo, lavorano in team al fine di offrire soluzioni innovative e creative all’azienda promotrice dell’hackathon.

A salire sul podio tre startup: Windmills per aver ampliato il progetto “I want to buy a home” richiesto dal Gruppo BNP, All Industries per aver sviluppato il tema “I want to buy a TV” proposto da Findomestic e Almonds per aver presentato una soluzione migliorativa dell’attuale applicazione BNL “I need Cash Now”. I ragazzi hanno portato a casa un rimborso spese di 7 mila euro e l’invito a partecipare al “Demo Day” finale del 2 dicembre a Parigi, insieme a tutti i finalisti mondiali del BNP Paribas International Hackathon, svoltasi in contemporanea mondiale a San Francisco, Londra, Parigi, Bruxelles, Berlino, Varsavia e Istanbul.

Il progetto di Almonds nasce per supportare e aiutare le PMI nella richiesta e nell’ottenimento di finanziamenti, velocizzando e digitalizzando questa operazione con il solo utilizzo dell’app. Hanno ideato, per cui, un algoritmo di “ricerca documenti” interna allo smartphone in grado di categorizzare e selezionare i file più affini alla compilazione della modulistica. In seguito, al fine di facilitare lo scambio di documenti e informazioni con il proprio commercialista, hanno pensato di incrementare l’app con un dedicato pannello di amministrazione.

Il gruppo si è distinto per focus del progetto, soluzione innovativa, execution e capacità espositivaTra i componenti del team Roberto Leonarduzzi, CCO e Co-Founder di Majeeko, il servizio in grado di creare un sito internet professionale e responsive, sempre aggiornato sincronizzando i contenuti dalla Pagina Facebook.

hackathon2

Che strategia marketing avete attuato?

Roberto Leonarduzzi (CCO di Majeeko) si è occupato della strategia di marketing del prodotto e della comunicazione sui social: “Abbiamo creato una Fanpage su Facebook, che è stato il nostro principale mezzo di comunicazione. Abbiamo volutamente generato un po’ di rumors intorno al prodotto, al team e soprattutto al nostro lavoro, incrementando così le aspettative degli utenti. Effettivamente in pochissime ore abbiamo raggiunto 250 likers, che sono stati attivi sulla nostra Pagina per tutta la durata dell’hackathon”. Utilizzando il sevizio di Majeeko hanno potuto creare il sito internet del loro progetto.

Come mai avete deciso di creare un team pur facendo parte di startup differenti?

Ilario Lagravinese (Art Director e CCO di Oreegano) ha progettato l’interfaccia dell’app e curato l’aspetto grafico delle slide per il pitch: “Ci conosciamo da un po’ di tempo, abbiamo seguito il medesimo percorso di accelerazione. Questa è stata la prima volta che lavoravamo realmente insieme e devo dire che siamo un team ben assortito, insomma, la vittoria era assicurata almeno per il 50%”.

Avevi mai partecipato ad un Hackathon?

Mauro Visintin (Developer di Fairbooks) ha sviluppato l’applicazione mobile: “Non ho mai avuto modo di partecipare e forse non avrei mai partecipato se non fossi stato spinto dagli altri. È stata una nuova esperienza e ho trovato interessante collaborare con altri sviluppatori nello stesso progetto. L’ho trovato stimolante e formativo. Staccare, anche se per poco, dal progetto che portiamo avanti tutti i giorni e sviluppare una nuova idea, un nuovo progetto è stata per me una ventata di aria fresca”.

Non essendo abituati a lavorare insieme, come è stato approcciarsi a metodi e tempi di lavoro diversi?

Nicola Usala (CEO di Babaiola) ha svolto il ruolo di Project Manager, coordinando i lavori all’interno del team, fungendo da ponte tra i vari reparti produttivi e contribuendo alla stesura del presentazione finale. “Il team si è formato all’ultimo momento ed è stata una grande sorpresa scoprire di essere una squadra veramente affiatata. Non abbiamo certo sbagliato, lo rifarei subito”.

Come avete vissuto questi due giorni intensi di lavoro?

Giuseppe Grilli (CTO di Oreegano) ha sviluppato l’algoritmo di ricerca dei documenti all’interno del dispositivo mobile: “Sono state ore intense, ma lavorare in un team come questo ha reso il lavoro meno faticoso. Siamo abituati a ritmi veloci e scadenze precise, ma durante l’hackathon è tutto più frenetico. Ora, la vita di tutti i giorni mi sembrerà meno dura”.

Qual è stata la tua sensazione quando vi hanno comunicato di accedere al Demo Day del 2 dicembre a Parigi?

Enrico Garia (CTO di Babaiola) ha sviluppato l’innovativo pannello di amministrazione per i commercialisti: “C’erano tante cose da fare ma il tempo a disposizione era davvero poco, bisognava unire le forze e le idee. Quando ci hanno chiamato tra i team vincenti è stato emozionante perché siamo riusciti a realizzare un prodotto realmente funzionante e in linea con le richieste del cliente”.

Come siete arrivati all’idea che vi ha reso vincitori?

Diego Banovaz (CEO di Fairbooks) ha svolto il ruolo di CEO, preparando e tenendo il discorso finale da presentare agli investitori. “Nessuno di noi aveva mai avuto esperienze in campo finanziario, ma abbiamo saputo trasformare una nostra mancanza in opportunità. La nostra giustificata “incompetenza” ci ha permesso di affrontare il problema da un punto di vista diverso, più innovativo e fresco. Come a ogni idea geniale che si rispetti, è venuta da un’agguerrita sessione di brainstorming, durante la quale ogni componente ha dato un prezioso apporto nella sua area di competenza. Abbiamo avuto una grande intuizione, anche questo è fare startup”.

img-hackaton-interna

I ragazzi appartengono a startup attualmente ospiti in ENLABS quindi, il grande contributo, deriva dal percorso di formazione che hanno intrapreso in LUISS ENLABS, la fabbrica delle startup capitolina che vanta un programma di accelerazione saldo e ben strutturato. Chi ha la possibilità di crescere in questo ambiente ha la fortuna di farsi notare da importanti stakeholders della scena nazionale ed internazionale. Gli insegnamenti di Augusto Coppola, direttore del programma di accelerazione di LUISS ENLABS e i suggerimenti dei mentor sono una vera scuola per chi sogna oggi il mondo dell’imprenditoria.

Probabilmente questa vittoria altro non è che una conferma del grande impegno che accomuna tutti i ragazzi che attualmente riversano le loro speranze e la loro formazione nel mondo dell’imprenditoria. Allora ben vengano i sacrifici se servono a migliorarsi e far progredire la conoscenza. 

banner blog

Federica Epifani

Pugliese orgogliosa ma da tempo trapiantata a Roma. Dopo aver conseguito la laurea in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa ha trovato un faticoso equilibrio in questo nuovo contesto. Sorridente per natura, curiosa per vocazione. Copywriter & Social Media Manager alla ricerca della perfezione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>